Menu principale



immagini di attentati Totale:12 (12)
varie Totale:19 (11)
bandiere e stemmi (2)   libri (6)  
varie Totale:0 (0)
volti di Israele Totale:9 (7)
paesaggi di Israele (2)  

   Ci sono 40 immagini nel database.    

Ultime foto inserite:

1-10 (su 40 totali)(1) 2 3 4 »


11/9 La cospirazione impossibile

11/9 La cospirazione impossibilePopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categorialibri    Ultima modifica23/9/2007 22:22    
Visite356  Commenti0    
Era ora. Dopo tanti libri di teorie di complotto, finalmente debutta un libro di sbufalamento (debunking, se preferite il termine inglese). 11/9 La cospirazione impossibile, un libro corale a cura di Massimo Polidoro (CICAP), uscirà il 4 settembre prossimo, pubblicato da Piemme.

La carenza di pubblicazioni che sfatino le invenzioni complottiste è probabilmente la miglior prova del fatto che dietro il debunking non ci sono i "poteri forti" come insinuano alcuni: altrimenti le librerie sarebbero piene di libri "ufficialisti". Infatti questo è al momento soltanto il secondo libro disponibile in lingua italiana sull'argomento, ed è il primo interamente originale in italiano (l'altro testo, 11 settembre - I miti da smontare, è una traduzione di un'opera statunitense).

Le oltre 360 pagine di indagine e di verifica delle teorie complottiste e della loro psicologia sono state redatte da vari membri del CICAP, esperti nel controllo delle più disparate teorie pseudoscientifiche e nelle metodologie di manipolazione dei fatti adottate in questo campo, e dal gruppo Undicisettembre con la partecipazione di Piergiorgio Odifreddi, Umberto Eco, Michael Shermer (Scientific American) e la testimonianza personale di James Randi, celeberrimo illusionista e cacciatore di ciarlatani del paranormale (lo sbufalamento di Uri Geller e il premio da un milione di dollari a chi dimostrerà facoltà paranormali in condizioni controllate sono opera sua).

Randi ha infatti conosciuto a lungo William Rodriguez, uno dei principali sostenitori delle ipotesi di complotto, quando Rodriguez era un giovane illusionista, e ne traccia un ritratto personale molto umano e sentito, essenziale nel capire la psicologia di chi da illusionista diventa custode del WTC e poi si trasforma in guru del complottismo con tanto di tour internazionali.

La cospirazione impossibile si occupa di decine delle più diffuse teorie cospirazioniste, partendo sempre dalla citazione precisa delle affermazioni dei loro sostenitori (per evitare la frequente accusa di aver attribuito ai complottisti asserzioni inventate) e rivelando numerosissimi aspetti inediti  degli attentati e dei loro antefatti: dalle vere ragioni del fallimento della difesa aerea statunitense alla documentazione dei rottami degli aerei che colpirono le Torri Gemelle alla poco conosciuta presenza di ingenti depositi di munizioni delle forze dell'ordine al WTC, la cui detonazione per incendio è una delle probabili fonti delle testimonianze di rumori di esplosioni prima e dopo il crollo delle torri.

I complottisti che si sono accaniti maniacalmente in questi mesi per cercare di scoprire le identità dei membri di Undicisettembre, che finora hanno preferito la serenità dell'anonimato, saranno sollevati nel sapere che nel libro troveranno nomi, cognomi e professioni.

Ne La cospirazione impossibile, i fatti vengono presentati attingendo pressoché totalmente a rapporti e pareri tecnici (anche di fonte italiana) dei più autorevoli esperti di settore e a indagini giornalistiche, anziché limitarsi a consultare il rapporto della Commissione 11/9, che in realtà costituisce solo una minima parte dell'immenso materiale documentale oggi disponibile.

Non mancano esempi degli strafalcioni e delle deliberate manipolazioni effettuate dai complottisti, e Lorenzo Montali, psicologo sociale, descrive in dettaglio illuminante i processi psicologici alla base del potere di seduzione delle ipotesi di complotto. La ricca bibliografia costituisce inoltre una guida di riferimento utile per chiunque voglia studiare direttamente la documentazione disponibile.

da http://undicisettembre.blogspot.com/2007/08/esce-il-4-settembre-il-primo-libro-di.html

Israele. Dall'ideologia della morte alla civiltà della vita

Israele. Dall'ideologia della morte alla civiltà della vitaPopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categorialibri    Ultima modifica14/8/2007 8:36    
Visite242  Commenti0    
Dopo le minacce ricevute da Hamas per aver denunciato i kamikaze palestinesi, "la mia vita", sostiene Allam, "è diventata strettamente collegata alla sorte di Israele, per una mia scelta interiore di fede nella sacralità della vita e per una bizzarria del destino che ha voluto che fosse un musulmano laico a battersi in prima linea, anche a rischio di morire, per difendere il diritto all'esistenza dello Stato ebraico". In quel clima, anche un ragazzo di grande sensibilità e educato in una scuola religiosa italiana come lui non era rimasto del tutto immune al pregiudizio anti-israeliano, che venne però spazzato via dalle esperienze successive: "In queste pagine ho voluto raccontarvi il mio lento e sofferto percorso esistenziale dall'ideologia della menzogna, della dittatura, dell'odio, della violenza e della morte alla civiltà della verità, della libertà, dell'amore, della pace e della vita. Fino a maturare il pieno convincimento che, oggi più che mai, la difesa del valore della sacralità della vita coincida con la difesa del diritto di Israele all'esistenza". Ecco perché questo libro autobiografico parla alle coscienze di tutti: dietro l'intransigenza con cui si tutela il diritto di Israele all'esistenza e alla pace c'è la fermezza con cui si protegge la nostra società dai pericoli di infiltrazione e legittimazione dell'ideologia della morte.

da http://www.zam.it/3.php?id_autore=1925&libro=9788804567776

salviamo Sderot!

salviamo Sderot!Popolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categoriavarie    Ultima modifica1/6/2007 7:17    
Visite209  Commenti0    
Comunicato Honest Reporting Italia 27 maggio 2007

Salviamo Sderot!

Da sette anni, gli abitanti di Sderot vivono nel costante terrore.
Su quella che un tempo era una ridente cittadina di 20.000 abitanti,  da sette anni piovono con frequenza quasi quotidiana missili Qassam
lanciati dai palestinesi della striscia di Gaza.
In sette anni, circa 8.000 razzi palestinesi hanno avuto come  bersaglio esclusivamente obiettivi civili israeliani, quali case,
scuole, ospedali, giardini d'infanzia, centri commerciali e ogni  altro luogo in cui ci sia un'alta concentrazione umana.
Scopo evidente è uccidere il maggior numero di persone, uomini e  donne, vecchi e bambini.
Nell'agosto 2005 il governo israeliano ha messo in atto lo sgombero  totale dei 25 villaggi situati nella striscia di Gaza, nella
speranza di ottenere in cambio una maggiore sicurezza per i suoi  cittadini residenti nel Sud del Paese e lungo i suoi confini.
La risposta palestinese non si è fatta attendere: dove erano le  serre, che producevano tonnellate di verdure e davano lavoro a  centinaia di palestinesi, sono stati scavati i tunnel dai quali  passa il contrabbando di armi e l'ingresso dei terroristi, come  possiamo vedere qui:
http://www.drybonesproject.com/blog/gazaGreen.jpg
e quelli che un tempo erano fertili insediamenti agricoli sono stati  in un attimo trasformati in ulteriori basi di lancio, e l'intensità
dei lanci è aumentata.
Per avere un'idea della situazione suggeriamo di guardare, fra i  molti disponibili, questi due filmati:
http://www.youtube.com/watch?v=fJ5CtzTQXPs
http://www.youtube.com/watch?v=j68nFQ20o0s

Durante tutti questi anni abbiamo assistito, incredibilmente, a un  silenzio pressoché totale su tutto questo: sia i media che la
politica internazionale hanno totalmente ignorato quanto sta  accadendo, hanno ignorato il martirio che la città di Sderot sta  quotidianamente subendo, per svegliarsi unicamente quando Israele
decide di reagire. Quando ciò accade, è tutto un indignarsi, è tutto  un protestare, è tutto un condannare: rivolto a Israele, beninteso.
Anche in questi ultimi giorni, in cui i palestinesi hanno  ulteriormente intensificato i lanci di missili, non abbiamo sentito
se non condanne per "l'uso sproporzionato della forza" da parte di  Israele. E nel frattempo Sderot muore. Nel frattempo gli abitanti di
Sderot fuggono a migliaia. Nel frattempo quelli che non possono  fuggire, avendo non più di 15 secondi di preavviso tra l'allarme e
la caduta del missile soffrono per gravi traumi psicologici e  psichici.

Noi vogliamo che tutto ciò abbia termine. Chiediamo a tutti coloro
che leggeranno questo testo di agire in prima persona. Chiediamo che
tutti scrivano ai propri giornali di riferimento per chiedere di
informare puntualmente sul martirio che Sderot sta subendo, e non
solo sulle risposte israeliane. Chiediamo che tutti scrivano al
maggior numero possibile di politici per chiedere loro di prendere
nettamente posizione su quanto sta accadendo da anni sotto gli occhi
di tutti, per chiedere loro di chiudere una volta per tutte la
vergognosa pagina della "equivicinanza" tra carnefici e vittime che
da troppo tempo contraddistingue la nostra politica estera, per
chiedere loro di fare pressione sui propri contatti palestinesi per
far cessare questa barbarie. Qui:
http://www.camera.it/deputatism/245/documentoxml.asp


potete trovare gli indirizzi email dei deputati e qui

http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/Sena.html


quelli dei senatori.
Chiediamo infine che tutti coloro che, fra quanti leggeranno questo
testo, dispongono di un sito web, di un blog, di un qualunque tipo
di spazio pubblico, lo utilizzino per diffondere ulteriormente
questo appello, chiediamo che tutti coloro che lo riceveranno lo
inoltrino alle proprie mailing list. E firmiamo anche le petizioni
indirizzate agli stati membri dell'Unione Europea qui:
http://www.petitiononline.com/EU2007/ e qui:
http://www.petitiononline.com/Sde2007/petition.html
Collaboriamo tutti, per quanto sta nelle nostre possibilità, a
salvare Sderot dalla distruzione totale.

Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare
contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro
messaggi presso HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia vi invita inoltre a proporci eventuali
critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri
comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in
questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-
Italia@honestreporting.com



Sderot com'era e come l'hanno ridotta:



http://www.youtube.com/watch?v=j68nFQ20o0s



http://www.youtube.com/watch?v=fJ5CtzTQXPs

Auguri Israele!!

Auguri Israele!!Popolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categoriavolti di Israele    Ultima modifica28/4/2007 10:07    
Visite219  Commenti0    
Festa per l'anniversario della nascita di Israele (Yom Ha-hatzmaut):
L’Associazione Amici di Israele Vi invita a festeggiare  tutti insieme i 59 anni di vita dello stato di Israele


A Milano. Dalle ore 11:00 di domenica 29 aprile 2007, presso i Giardini di via Guastalla, avrà luogo la festa per il 59° anniversario della nascita di Israele. Porteranno il loro saluto il vice-sindaco De Corato e il presidente della Provincia Filippo Penati. Interverranno inoltre il Rabbino Capo di Milano Alfonso Arbib, il portavoce della Comunità Ebraica milanese Yasha Reibman e  il suo presidente Leone Sued. Verrà consegnato il premio ADI 2007 di “Amico del popolo di Israele” a Carlo Tognoli, e verrà infine consegnata la tessera onoraria di socia ADI a Dounia Ettaib, presidente delle giovani donne marocchine in Italia.



PROGRAMMA


Orari: alle 11.00: apertura bancarelle (12 gazebo fra cui anche quello dell’Ufficio del Turismo Israeliano, della compagnia aerea israeliana El – Al, di librerie specializzate in Judaica, ecc.);



Dalle 12.00: musica Israeliana con Eyal Lerner, Manuel & band, banchetti, distribuzione gratuita di frutta e vini Israeliani e tanta attività per i bambini;





Alle 12.30: saluti delle autorità dal palco. Condurrà questo spazio il giornalista televisivo David Parenzo di Telelombardia. Interverranno: un rappresentante ufficiale dello Stato d’Israele, il Rabbino Capo di Milano Alfonso Arbib, il vice-sindaco Riccardo De Corato, il vice-presidente e portavoce della Comunità Ebraica Yasha Reibman, , oltre che il segretario dell’associazione Amici Di Israele Davide Romano, che consegnerà il premio ADI per gli amici del popolo d’Israele all’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli.



Alle 13.00: distribuzione di cibi israeliani Kasher (preparati secondo le regole ebraiche)



Dalle 14.00 - 15.30: musica dal vivo con Eyal Lerner e la sua band; Breve interruzione intorno alle 15  per i saluti delle autorità: il Presidente della Comunità Ebraica Leone Sued, il Presidente della Provincia Filippo Penati,  il presidente dell’associazione Amici Di Israele Eyal Mizrahi.



Dalle 15.30 balli israeliani;



Dalle 16.30 estrazione della sottoscrizione a premi: primo premio un biglietto aereo a/r per Israele offerto dall’ufficio EL-AL di Milano;



La chiusura è prevista per le ore 17.30;


Durante la giornata sarà possibile visitare gratuitamente una mostra su Israele del fotografo Luca Rajna





Per qualsiasi informazione:



Davide Romano (Segretario): 328-6149740

Eyal Mizrahi       (Presidente): 02.92160329, 328.4584284


MARCO PAGANONI- Cronache da Israele

MARCO PAGANONI- Cronache da IsraelePopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categorialibri    Ultima modifica26/1/2007 13:47    
Visite252  Commenti0    
MARCO PAGANONI
Ad rivum eundem. Cronache da Israele
Proedi, Milano, 2006

pp. 416
Formato cm 11,5 x 19,5
€ 12,00

Proedi Editore, Via E. Biondi, 1
20154 Milano
tel. 02 349951
fax 02 33107015
www.proedieditore.it


Per capire la complessità del conflitto più discusso e meno conosciuto al mondo
416 pagine, 100 articoli, 15 anni di storia

Chi esamina la storia della Terra d’Israele/Palestina e delle due popolazioni che vi vivono non può che arrivare alla conclusione che l’unica soluzione è il compromesso: suddividere la terra tra i due popoli. Il movimento nazionale sionista, che accettò la suddivisione nel 1947, la persegue ancora oggi tra accordi di Oslo, offerte a Camp David, Road Map, ritiri unilaterali. Il nazionalismo pan-arabo e il movimento indipendentista palestinese, invece, non la accettarono nel 1947 e ancora oggi non sembrano realmente disposti ad accettarla. Ciò che è in discussione, qui, non sono dunque i confini, né il territorio dei due stati. Ciò che è in discussione è il principio stesso della suddivisione della terra in due stati per due popoli. A ben vedere la questione, per quanto complessa, è tutta qui: nella mancata spartizione della Terra d’Israele/Palestina fra i suoi abitanti, ebrei e arabi. E in questi termini si ripropone, ostinata, fino i nostri giorni.
È intorno a questi temi che ruotano gli articoli raccolti in questo volume. Scritti originariamente per un pubblico partecipe, informato ed esigente come è quello del mensile della Comunità Ebraica di Milano, si sforzano di offrire una lettura delle complesse vicissitudini del conflitto israelo-arabo-palestinese che sia approfondita e dettagliata quanto occorre, e al contempo sufficientemente chiara e comprensibile.
Dando voce sovente all’opinione di autorevoli e ascoltati esperti e politici israeliani, le cronache e le analisi contenute in questa raccolta assolvono anche a un compito non banale: dare conto di come vengono compresi e dibattuti i nodi della guerra e della pace nel discorso pubblico israeliano. Infatti, a differenza delle posizioni più marginali e minoritarie – che certo in Israele non mancano, come in ogni vera democrazia, ma che godono all’estero di un’eco sproporzionata – è la maggioranza della popolazione israeliana quella chiamata a operare le grandi scelte politiche. Dunque vale la pena di comprenderla, e di comprendere la percezione che ha del conflitto, delle sue cause e delle sue prospettive.
Conflitto che viene qui ripercorso nei suoi ultimi quindici anni – dalle radiose speranze alle cocenti delusioni del processo di pace – nel costante sforzo di mettere in luce le circostanze, le ragioni di fondo ma anche quegli ambigui pretesti che non di rado, con la loro logica all’apparenza persuasiva e stringente, hanno tanto affascinato gli osservatori stranieri. Nell’auspicio, come insegna l’apologo di Fedro (Ad rivum eundem…) di non confondere chi si atteggia a vittima con chi vittima è veramente.


MARCO PAGANONI. Nato in Israele nel 1959 da genitori italiani non ebrei, vive in Italia dal 1967. Nel 1986 pubblica Dimenticare Amalek - rimozione e disinformazione nel discorso della sinistra sulla questione israeliana (La Giuntina). Dal 1989 pubblica articoli di analisi mediorientale sul Bollettino della Comunità Ebraica di Milano. Nel 1989 è tra i fondatori, a Milano, del centro NES - Notizie e Stampa e da allora è direttore del notiziario periodico NES, specializzato su Israele e Medio Oriente. Dall’ottobre 2000 dirige il sito www.israele.net. Dal 2001 insegna Storia e Istituzioni dello Stato di Israele presso l’Università di Trieste.


L’Editore avverte che, per errore, sono andate in distribuzione alcune copie difettate del volume e si dichiara pronto a sostituirle con copie corrette senza oneri per l’acquirente. Rivolgersi a Proedi, Via E. Biondi, 1 - 20154 Milano - tel. 02 349951.

Ada Sereni : I clandestini del mare

Ada Sereni : I clandestini del marePopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categorialibri    Ultima modifica1/10/2006 7:59    
Visite280  Commenti0    
Scheda tratta da: Mursia-Gruppo Ugo Mursia Editore
http://www.mursia.com/

Ada Sereni

I clandestini del mare

Pagine 344, Euro 18,00, Codice 13519P, ISBN 88-425-3682-2



«La notizia si sparse in un baleno,
passò tutta l’Italia, si propagò per l’Europa,
alzò il morale di tutti i profughi ebrei,
dette loro uno scopo e una speranza.»

Estate 1945. Tra le macerie della guerra appena finita, migliaia di ebrei, sopravvissuti ai campi di sterminio, migrano attraverso l’Europa, sbandati, attoniti, con tutto il loro bagaglio di lutti, incubi, malattie, verso la Terra Promessa. Almeno 25.000 persone partirono dalle coste italiane fra l’estate del 1945 e il maggio del 1948 verso Erez Israel, la terra d’Israele ancora sotto mandato britannico e chiusa all’immigrazione. La gigantesca operazione internazionale che avrebbe dato una terra a uomini, donne e bambini scampati alla furia nazista era coordinata da una donna italiana, Ada Sereni.
In queste pagine c’è il racconto dei sacrifici, dei lutti, dei fallimenti, dei successi, delle difficoltà che i clandestini del mare dovettero affrontare con l’aiuto di una donna straordinaria che rifiutò sempre l’etichetta di eroina ma che verrà sempre ricordata come una donna giusta.
Ada Sereni è nata a Roma nel 1905. Ha frequentato nella capitale il ginnasio-liceo Terenzio Mamiani iscrivendosi poi alla facoltà di Lettere. Dal 1927 al 1945 ha vissuto sempre in Erez Israele dove si era stabilita con il marito, Enzo Sereni. Entrambi furono tra i fondatori del kibbutz di Ghivat Brenner, nei pressi di Tel Aviv. Responsabile delle relazioni internazionali del movimento dell’Aliàh Bet, è stata a capo del settore italiano dall’aprile al maggio del 1948, data della proclamazione dello Stato di Israele. È morta nel 1997 a novantadue anni.

liberate Shalit!

liberate Shalit!Popolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categoriavarie    Ultima modifica5/9/2006 15:11    
Visite243  Commenti0    

Ron Arad

Ron AradPopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categoriavolti di Israele    Ultima modifica5/9/2006 14:56    
Visite270  Commenti0    
Ron Arad fu catturato nel 1986 dopo che il suo F16 precipitò in territorio libanese. Il suo compagno fu salvato dagli israeliani mentre il destino si mise subito contro Ron, il cui beeper si ruppe nella caduta impedendo alle teste di cuoio israeliane di trovarlo. Fu catturato e da allora non si è più saputo niente di lui, nonostante i tentativi di Israele di riaverlo.
----------------------------------------------


ecco al sua ultima lettera

Posto qui tradotta dall'ebraico l'ultima lettera scritta da Ron Arad, giovano pilota catturatro in Libano meridonale, alla sua famiglia. Da allora nessuna notizia.[27. 9. 1987]

Oggi e' domenica [il nostro Rosh ha shana' se non sbaglio]. Voglio dirvi che ho un grande desiderio di rivedervi [e' passato tanto tempo, un anno credo?]. Spesso vi incontro in sogno, ma faccio il mio possibile per non pensarvi troppo durante la giornata per evitare una depressione.
In linea generale la mia salute e' buona e mi sento bene, quelli mi trattano bene.
La mia mano e' migliorata poco alla volta, ma sara' certo sana quando potro' ritornare ad una piena attivita' [se Dio e i capi lo permetteranno, con la benedizione di Dio e la buona volonta' dei capi]. Io prego giornalmente per molte ore e spero che pure voi lo facciate. Lo so che e' difficile, ma tentate di fare il vostro possibile per me. Non so come, ma vi prego di dire qualcosa lassu', ai nostri capi, al governo, ad ognuno che puo' fare qualcosa per farmi uscire da qui.



Fate il vostro possibile perche' il Libano non e' un posto adatto per starci, e perche' io vorrei tanto vedervi tutti, perche' una persona umana non e' fatta per la prigionia se ci sono altre alternative. Con speranza e volonta' tutto si cambia.
Agite come se non ci fosse piu' tempo, parlate, noi [i prigionieri delle due parti] siamo nelle vostre mani e fidiamo in voi.
Devo dirti Tami [la moglie] che ora comprendo i tuoi sforzi per aiutare i carcerati [non soltanto i prigionieri di guerra], argomento sul quale abbiamo discusso molte volte. Tu potresti fare qualcosa per i prigionieri di questa organizzazione, aiutarli a trascorrere il tempo e vivere un po' meglio [un po' di cibo, un libro di preghiere, ogni cosa che puoi fare ha un valore]. Non hai idea quanto le cose piu' piccole abbiano un significato per un uomo solo e lontano.
Le cose importanti le ho gia' scritte. Io sto bene e mi trattano bene. Io ti prego di costruire la nostra casa [la nuova], di curare l'educazione della nostra bambina quanto meglio tu puoi. Tu ne sei capace e spero di rivedervi tutti al piu' presto.
Soltanto pensate che e' passato un anno e molto poco si e' fatto. Cercate di fare di piu' per il bene di tutti. Lo so che e' difficile ma dite a qualcuno che dobbiamo superare gli ostacoli dell'odio, della paura, la mancanza di volonta', d'amore e di pieta'. Solo cosi' potremo cambiare. Che Dio ci aiuti a ritrovarci prossimamente in questo nuovo anno.
Fra poco sara' Kippur e io preghero' insieme a voi che Dio ci benedica tutti. Spero che aiuti i capi nelle giuste decisioni.
Spero che tu hai cura di te stessa e degli altri. Non scoraggiarti, ci saranno giorni migliori. Io cerco con tutte le mie forze di non perdere il coraggio. Trattengo il fiato. Vi amero' per tutta la vita.---Ron.

da http://www.spazioforum.net/forum/index.php?act=ST&f=15&t=33086&s=5b5e94548f046ce896fe767e5f376e4c


antisemitismo islamico

antisemitismo islamicoPopolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categoriavarie    Ultima modifica22/8/2006 8:10    
Visite246  Commenti0    
Cartelli inneggianti Hitler durante le manifestazioni a Londra per protestare contro le vignette pubblicate su un giornale danese

L'ossessione antisraeliana.

L'ossessione antisraeliana.Popolare
Inviato davialiAltre foto da viali   Categorialibri    Ultima modifica22/8/2006 7:54    
Visite277  Commenti0    
Edoardo Tabasso

L'ossessione antisraeliana. Dalla seconda intifada al disimpegno da Gaza


Pagg. 176, € 13,50, ISBN 88-86908-60-1, 2006, Ipermedium libri

1-10 (su 40 totali)(1) 2 3 4 »