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Inviato da fabio il 16/4/2010 3:14:52 (141 letture)

Mostra di libri antichi e moderni, incontri,
dibattiti e un omaggio a Giorgio Bassani

Link al sito del Corriere.it


Inviato da viali il 24/1/2010 12:24:36 (158 letture)

Domenica 24 gennaio, ore 16 presso la Sala Viterbi ( palazzo delal provincia, via Tasso

Marco paganoni

effettuerà un intervento in ricordo della Shoà


Inviato da Anonimi il 24/1/2010 12:19:19 (151 letture)

GIORNATA DELLA MEMORIA
VIDEO INSTALLAZIONE di GIOVANNI BONALDI

SPAZIO VITERBI
Bergamo, Palazzo della Provincia di via Tasso 8
Informazioni: telefono 035.387611
segreteria.cultura@provincia.bergamo.it />
In occasione della Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio 2010,la Provincia di Bergamo ha deciso di offrire, in collaborazione con l'associazione culturale Extrarte, un contributo di riflessione attraverso l'arte contemporanea.

Il Palazzo della Provincia di via Tasso ospiterà in anteprima "Stanza dell'altra Memoria", videoinstallazione dell'artista Giovanni Bonaldi di Serina. Un'opera multimediale che propone parole, sentimenti, silenzi, azioni simboliche dinamiche interiori ed esteriori nel contrasto tra concordia e sopraffazione, tra scrivere e cancellare, tra amore e odio.
"Un'opera con una forte carica comunicativa - spiega l'assessore alla Cultura, Spettacolo, Identità e tradizioni Giovanni Milesi - che affronta il tema della Memoria in modo originale, superando analisi storiche e ideologiche, e rivolgendosi all'uomo per cercare, senza preconcetti, la ragione del male e la ricerca di una via per una convivenza di pace".
L'opera potrà essere visitata fino a sabato 30 gennaio e verrà allestita a partire da domenica 24 gennaio alle ore 16; alla stessa ora è previsto un incontro di presentazione allo spazio Viterbi (quarto piano del Palazzo), dove la Giornata della Memoria verrà approfondita da alcuni rappresentanti della comunità ebraica.

Nel corso dell'incontro verrà anche presentata la mostra collettiva "L'altra Memoria", esposizione collettiva di 14 artisti di cui 10 bergamaschi (BONALDI G., BONFANTI, CAIFFA, CERAVOLO, CHIODI, FERRONI, LONGARETTI, MANFREDINI, MARTE, OPIEMME, RIVA, SGRO’, SIGNORELLI, VISTARINI). La mostra verrà inaugurata a Venezia, nella Galleria Minelli venerdì 27 gennaio e resterà aperta fino al 28 gennaio; quindi le opere saranno trasferite nella sala Manzù, dove potranno essere ammirate da venerdì 5 a domenica 14 marzo.
"In questa mostra l'arte affronta la Giornata della Memoria in modo non schierato e non ideologico, parlando al cuore e alla memoria e arrivando alle coscienze molto più di molti dibattiti, analisi storiche e dichiarazioni - commenta l'assessore alla Cultura, Spettacolo, Identità e Tradizioni Giovanni Milesi -. Sarà una valida occasione per i cittadini bergamaschi di soffermarsi e riflettere per trovare stimoli e proposte da portare nella vita quotidiana".


Inviato da viali il 1/10/2009 22:40:16 (217 letture)

Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate  dei martiri d’Israele









presentano






Giulio Meotti










NON SMETTEREMO DI DANZARE

Le storie mai raccontate dei martiri d'Israele



Prefazione inedita di Roger Scruton



Lettera all'Autore di Robert Redeker





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Edizioni Lindau / «I Draghi» / pag. 360 / euro 24 / ISBN 9788871808277


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 DAL 24 SETTEMBRE, IN LIBRERIA




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«Giulio Meotti ci ha dato una commovente opera di cordoglio in memoria delle innumerevoli vittime della nuova ondata di antisemitismo. 

Lasciateci sperare che questo libro risvegli gli europei sui loro doveri verso gli ebrei, 

la cui veglia lungo i secoli è stata un esempio per tutti noi.» 



Roger Scruton



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Con un atto di accusa verso la politica europea degli ultimi anni, acriticamente favorevole alle ragioni dei palestinesi, con il suo lavoro Giulio Meotti intende denunciare la cattiva coscienza dell’Occidente che ha rimosso il destino e il nome di migliaia di israeliani assassinati negli ultimi decenni di campagne terroristiche, e al contempo raccontare la tragedia del Medio Oriente da una prospettiva insolita ma significativa, in cui convivono la storia e la cronaca, la dimensione pubblica della testimonianza e quella privata del ricordo e del dolore.



Non smetteremo di danzare, è un libro scritto per raccontare i martiri di Israele, per non dimenticare i loro nomi. 

Sono storie che parlano di coraggio, di disperazione ma anche della voglia di continuare a vivere. 



Nei quattro anni occorsi per scriverlo, Meotti ha incontrato e parlato con moltissime persone, per dar loro voce, non certo per fare una cinica conta dei caduti, ma per arricchire la riflessione e riproporre punti di vista spesso trascurati dall’opinione corrente.



In Israele una famiglia su trecento è stata toccata dagli attentati, e per ogni attentato eseguito ne vengono sventati nove.

Ci sono cerimonie funebri praticamente ogni giorno in Israele per le vittime del terrorismo islamico.

Persone uccise per il solo fatto di essere ebree: in banca, in pizzeria, per strada, sul pullman, in un centro commerciale.



Questo libro racconta le storie di questi «martiri», intrecciate spesso a quelle dei sopravvissuti della Shoah. 

C’è infatti un filo continuo che corre lungo i racconti del libro e che collega le vittime dell’Olocausto di ieri con quelle degli attentati kamikaze di oggi. 

Una sopravvissuta all’Olocausto, che deve identificare i suoi parenti vittime di un atroce attentato, si chiede appunto: 

«è davvero finito l’Olocausto?».



Uomini, donne e bambini, condannati dalla furia del fondamentalismo, «rivivono» nelle parole di figli, genitori, amici, parenti. Vittime di un odio di cui non sempre siamo correttamente informati in Europa.



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Accompagna il testo 

una lettera all'Autore di Robert Redeker che definisce il volume: 

«Un libro sul coraggio»



Caro Giulio, 

Ti scrivo questa lettera da un luogo segreto situato nella campagna francese, poiché, come sai, al pari di Salman Rushdie sono minacciato di morte dai fanatici islamisti. 

Hai scritto un libro davvero bello e importante!

 Sono pieno d’ammirazione di fronte alla chiarezza adamantina del tuo testo. 

Leggendolo sono stato invaso da una ridda di pensieri: in questa lettera vorrei esprimerne qualcuno. 

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Inviato da viali il 13/9/2009 7:41:43 (170 letture)

COMUNICATO per IRVING a UDINE
A sorpresa, oggi per oggi, la Associazione “Utinum et Patria” annuncia la presenza a Udine del negazionista Irving, da essa invitato a tenere una conferenza in luogo tenuto segreto.
Tale invito, presentato come difesa della libertà di esprimere opinioni controcorrente, ha fatto insorgere ANED, ANPI ed anche il Sindaco di Udine, prof. Honsell, ha espresso il suo sdegno.
A nome della Federazione nazionale delle Associazioni Italia-Israele , nonché della Associazione Italia-Israele del Friuli, condivido naturalmente le considerazioni fatte da ANED, ANPI, Sindaco di Udine, Friulani Antifascisti , Studenti Antifascisti e mi associo al loro sdegno.
Da parte mia denuncio il tentativo di far passare il messaggio che si tratti di difendere la libertà di opinione.
Ci sono opinioni che configurano la calunnia, altre che sono diffamazione,nel caso di IRING le sue opinioni sono state condannate come reato.
Che IRVING neghi la Shoah mi fa orrore, che cerchi di rendere il negazionismo un’opinione come un’altra mi disgusta.
Giorgio Linda-
Presidente Federazione delle Associazioni Italia-Israele, Presidente Associazione Italia-Israele del Friuli


Inviato da viali il 13/9/2009 7:41:10 (175 letture)

GRANDE TRIONFO DEL CINEMA ISRAELIANO, IL SECONDO IN POCHI MESI DOPO IL "WALZER CON BECHIR".

SI TRATTA DA QUELLO CHE HO CAPITO DI UN FILM DI DENUNCIA,E DI UNA PRESA DI COSCIENZA DAVANTI ALLA FOLLIA DELLA GUERRA.
HO LETTO PARECCHIE RECENSIONI SU "WALTZ WITH BASHIR", SIA QUELLO POSITIVE CHE QUELLE UN PO' PIU' SEVERE. IN REALTA' IL PROTAGONISTA CHE E' POI IL REGISTA PRENDE SPUNTO DAI SUOI DICIANNOVE ANNI AL FRONTE IN QUEL CALDO 1982, PER COMPIERE UN VIAGGIO NELLA PROPIA COSCIENZA E NEL PROPIO PASSATO

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Inviato da Anonimi il 26/5/2009 9:13:55 (189 letture)

Oggi, 25 maggio 2009, alle ore 11,00 (come annunciato) alcuni simpatizzanti dell'Associazione culturale Italia Israele di Bergamo si sono dati appuntamento in via Caniana per cancellare due scritte contro lo stato di Israele, di seguito il comunicato preparato da Claudia Radici, ideatrice dell'iniziativa e alcune foto scattate durante l'iniziativa.

Facciamo parte dell’Associazione Italia Israele di Bergamo, e oggi finalmente cancelliamo alcune scritte che da gennaio insultano lo Stato di Israele sui muri di Bergamo. Purtroppo possiamo cancellare solo queste due scritte in via dei Caniana, perché sono le uniche che imbrattano strutture pubbliche. Segnaliamo la presenza di scritte simili su muri privati in Piazzale Risorgimento sul lato di via Broseta, in via Martin Luther King vicino a via per Curnasco, in via Bono e in via Papa Leone XIII, e sul muro della biblioteca comunale di Torre Boldone in via Reich. Approfittiamo di questa occasione per lanciare un appello al Comune di Torre Boldone e ai proprietari delle case di Bergamo i cui muri sono imbrattati da scritte antiisraeliane: “Se volete toglierle dai vostri muri, contattateci, e noi saremo molto felici di potervi aiutare.”
Siamo contenti di cancellare queste scritte perché non ne possiamo più di leggere questi insulti a una nazione e a un popolo che amiamo, che crede come noi nella sacralità della vita e nel rispetto per la libertà e la dignità delle persone, e che ha già subito un’immane persecuzione ed ora è minacciato dalla bomba atomica, che oltretutto come capacità di gittata può raggiungere anche noi in Italia. E siamo grati a Israele perchè, combattendo il terrorismo, difende anche noi che non siamo più liberi di fare discorsi, di disegnare vignette, di girare film, di scrivere libri, di cambiare religione, di criticare le invasioni dei sagrati delle chiese da parte di chi brucia le bandiere di Israele.



Direttivo Associazione Culturale Italia Israele di Bergamo


Inviato da fabio il 19/3/2009 16:12:29 (238 letture)


Né Israele né i palestinesi parteciperanno ai Giochi del Mediterraneo in programma a Pescara dal prossimo 26 giugno al 5 luglio. Esclusi gli israeliani, e con loro i palestinesi, perché pur di non dare accesso ai primi, i Paesi arabi hanno escluso anche i secondi. Israele è (ancora una volta, da sempre) fuori dai Giochi del Mediterraneo.

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Inviato da viali il 24/1/2009 6:32:57 (219 letture)


da http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml

Corriere della Sera, 22 gennaio 2009
«Così i guerriglieri di Hamas ci hanno usati come bersagli»

Abitanti di Gaza accusano i militanti islamici: «Ci impedivano di lasciare le case e da lì sparavano»


GAZA - «Andatevene, andatevene via di qui! Volete che gli israeliani ci uccidano tutti? Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini? Portate via le vostre armi e i missili», gridavano in tanti tra gli abitanti della striscia di Gaza ai miliziani di Hamas e ai loro alleati della Jihad islamica. I più coraggiosi si erano organizzati e avevano sbarrato le porte di accesso ai loro cortili, inchiodato assi a quelle dei palazzi, bloccato in fretta e furia le scale per i tetti più alti. Ma per lo più la guerriglia non dava ascolto a nessuno. «Traditori. Collaborazionisti di Israele. Spie di Fatah, codardi. I soldati della guerra santa vi puniranno. E in ogni caso morirete tutti, come noi. Combattendo gli ebrei sionisti siamo tutti destinati al paradiso, non siete contenti di morire assieme?». E così, urlando furiosi, abbattevano porte e finestre, si nascondevano ai piani alti, negli orti, usavano le ambulanze, si barricavano vicino a ospedali, scuole, edifici dell’Onu.....

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Inviato da viali il 24/1/2009 6:31:28 (105 letture)

Hamas a Gaza rivede le pene per alcuni reati: flagellazione, taglio della mano

da http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=89903


Flagellazione e taglio della mano. Hamas adegua alla lettura 'integralista' del Corano il codice penale in vigore nella Striscia di Gaza. La nuova legge è stata approvata dal Parlamento del movimento estremista islamico. Lo rivela stamane il quotidiano panarabo al Hayat, che ha ottenuto una copia del "disegno legge" presentato dal governo di Ismail Haniyeh ed approvato con un larghissima maggioranza.

Il giornale pubblica i nomi dei tre deputati Hamas, che afferma "sono gli unici tre che hanno votato contro".

La legge che include anche "la pena di morte" per alcuni reati, all'articolo 84 prevede, "non meno di 40 frustate e 3 mesi di carcere al musulmano che produce, detiene oppure consuma bevande alcoliche"; punizioni corporali come nelle migliori tradizioni mediovali come per "chiunque commette il reato di furto verrà tagliata la mano destra all'altezza del polso". "Gioco d'azzardo, diffamazione, insulto, atti osceni in luogo pubblico", sono tra i reati condannati con la fustigazione. Al Hayat, non riferisce per quali reati i deputati islamici prevedono la crocifissione.

La legge divide le pene in due categorie: "Originarie e annesse". Nelle prime sono previste pene come, "condanne detentive ai genitori dei minori, crocifissioni, pena capitale, carcere e ammende", mentre in quelle 'annesse' si prevedono sanzioni come "licenziamento dal lavoro e esproprio dei beni personali".


Inviato da viali il 21/1/2009 3:59:07 (120 letture)

SOSTENIAMO LA TREGUA
2 POPOLI 2 STATI 1 PACE

Amici Di Israele, con la partecipazione della Comunità Ebraica di Milano, organizza
Mercoledì 21 gennaio alle 18.30
in Piazza San Carlo (Corso Vittorio Emmanuele) a Milano
una manifestazione di solidarietà ad Israele:

“IN SOSTEGNO DELLA TREGUA.

Approfittiamo del silenzio delle bombe
per dare voce ai moderati che nella nostra città credono che un altro Medio Oriente – democratico - sia possibile”..

Sono invitati a partecipare tutti gli enti, le associazioni, i soci e i simpatizzanti.

Interverranno, tra le prime adesioni:
il presidente della Comunità Ebraica Leone Sued, la presidente dell’Associazione Donne Arabe d’Italia Dounia Ettaib, il segretario dell’associazione Amici Di Israele Davide Romano. Dopo le prime notizie della tenuta della manifestazione, stanno arrivando le prime adesioni, tra cui quella dell’imam Yahya Pallavicini, vice-presidente del COREIS (Comunità Religiosa Islamica italiana): ci hanno già comunicato la propria presenza il Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri, oltre che l’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Per aggiornamenti o per nuove adesioni, contattare:

Davide Romano (Segretario ADI): 328-6149740
Eyal Mizrahi (Presidente ADI): 02.92160329, 328.4584284


Inviato da viali il 6/1/2009 7:54:43 (131 letture)

La Federazione nazionale delle Associazioni Italia-Israele esprime "la
massima solidarietà ed il pieno appoggio ad Israele in questo momento così
difficile".
La Federazione guarda con "grande preoccupazione" alle manifestazioni "a senso unico, orchestrate in Europa, in Italia ed in altre parti del mondo dai nemici di Israele, che hanno come unico scopo quello di veder soccombere la democrazia israeliana sotto i colpi del terrorismo di Hamas.
Ci si chiede, a ragione, dove fossero questi manifestanti nei lunghi mesi durante i quali le città ed i civili israeliani hanno subito continui attacchi con lanci di missili da parte di Hamas. E ci si domanda anche quali iniziative abbiano intrapreso il Consiglio di sicurezza dell'Onu o la stessa Europa per fermare il disegno distruttivo di Hamas che, oltre a propugnare la scomparsa di Israele, come affermato ripetutamente e pubblicamente dai capi del movimento terroristico e dal loro mandante iraniano, sta perpetrando la distruzione del popolo palestinese, utilizzando la popolazione civile, donne e bambini in particolare, come scudo per le postazioni armate e come strumento di guerra e di propaganda.
Mentre il leader di Hezbollah invita Hamas ad uccidere più israeliani possibile ed i gruppi armati di Gaza hanno intensificato il lancio di razzi in Israele, a Milano, Torino e Roma assistiamo a manifestazioni unilaterali, permeate dal solito livore antisemita, antisionista ed antioccidentale, testimoniato dagli slogan e da atti come il rogo di bandiere israeliane.
La Federazione condanna queste manifestazioni ed invita le autorità italiane a prestare grande attenzione alla commistione di estremismi che emerge in questi cortei, che potrebbe rivelarsi un pericolo per la sicurezza e per la salvaguardia della libertà
di tutti".


Inviato da Anonimi il 6/1/2009 7:52:39 (98 letture)

Buongiorno,
siamo una compagnia di Bergamo nata dall'incontro di attori e attrici di diversa formazione che sta cercando di farsi conoscere ed apprezzare per i propri spettacoli.

Da ormai due anni siamo presenti all'interno del Festival Internazionale di scienza e arte organizzato da BergamoScienza e nel 2008 il nostro spettacolo "Mater"- rappresentazione della crocefissione vista attraverso gli occhi di Maria- ha debuttato nella rassegna "DeSidera".

Nell'Agosto 2008 abbiamo organizzato la prima rassegna di teatro, musica e poesia A levar l'ombra da terra.

Accanto a queste produzioni ne sono nate altre legate eventi storici come Dal cuore dell'Inferno, spettacolo che rievoca la storia del campo di sterminio di Auschwitz attraverso le testimonianze dei sopravvissuti.


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In occasione del Giorno della Memoria Dal cuore dell'Inferno verrà messo in scena, ad ingresso gratuito, il:

24/01/2009 h. 20.30 Cineteatro Oratorio San Giorgio, Bonate Sotto (BG)
25/01/2009 h 21.00 Spazio Teatrale Polaresco, Bergamo
26/01/2009 h. 21.00 Centro Sociale Barbisotti, Osio Sotto (BG)

Ci piacerebbe poter coinvolgere il maggior numero di persone e per questo sarebbe importante per noi la vostra presenza. e il vostro interessamento nella diffusione dell'iniziativa

Per maggiorni informazioni potete visitare il sito www.araucaimateater.it, oppure scriverci a info@araucaimateater.it


Cordiali saluti


Inviato da fabio il 27/11/2008 17:31:43 (113 letture)

A settant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia ospite di Viva voce Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz il 16 maggio del 1944 assieme alla sua famiglia. Unico superstite tra i suoi 11 familiari, fu liberato a Buchenwald, dove le SS in fuga lo avevano trasferito alla fine della guerra. Questo quando ancora nella cronaca dei nostri giorni conquistano spazio rigurgiti negazionisti come avvenuto in un liceo di Roma dove un professore ha negato l'esistenza della Shoah e della veridicità dei campi di sterminio di fronte ad una scolaresca appena tornata proprio da Auschwitz.

Clicca qui per ascoltare la trasmissione di radio 24


Inviato da Anonimi il 23/11/2008 6:02:47 (107 letture)


Inviato da viali il 27/10/2008 21:50:27 (97 letture)


Inviato da viali il 6/5/2008 1:17:19 (111 letture)

Nota del Quirinale in risposta a stizzose critiche di uno scritore egiziano;

"...La critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto all'interno di Israele; quel che è inammissibile - si legge nella nota - è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all'esistenza nella pace e nella sicurezza».

e bravi anche i giornalisti del Riformista:

"il Riformista uscirà l’8 maggio incartato dalla bandiera con la stella di David, in occasione dell’apertura della Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, e per festeggiare i sessant’anni della nascita dello stato ebraico. Avevamo già preso questa decisione per ricordare il sessantesimo di Israele. Ma è tanto più giusto e necessario farlo adesso, dopo la decisione del prefetto di Torino che, vietando i cortei organizzati contro Israele, ha anche vietato le bandiere israeliane che l’associazione «Appuntamento a Gerusalemme» voleva esporre nel corso di un presidio, per salutare la presenza alla Fiera del Capo delllo Stato Giorgio Napolitano.

.


(Fonte: Il Riformista, 1 Maggio 2008 )


Inviato da viali il 6/3/2008 4:17:15 (124 letture)

Cari Amici, eccovi una presentazione che illustra la proporzione delle terre e paesi governati da regimi musulmani, (tutti dittatoriali) ed il piccolo stato democratico d'Israele che tanto fastidio dà al mondo intero.
Purtroppo i sottotitoli sono in Francese ma testi sono brevi e di facile lettura e comprensione.
Un cordiale saluto a tutti.
Alberto V.

cliccate QUI per vedere la presentazione


Inviato da viali il 26/2/2008 22:05:12 (131 letture)

Michel Grinberg- Jerusalem Febbraio/2008
Traduzione Italiana da Alberto Vital.

IRENA SENDLER : LA MADRE DEI BIMBI DELLA SHOAH
( vedere presentazione power point ---->qui)


La storia di Oscar Schindler è stata acclamata nel mondo intero grazie a Steven Spielberg, il quale se ne inspirò per fare il film dei 7 oscars nel 1993. Raccontava la storia
di un industriale tedesco, che risparmiò dalla morte oltre 1000 ebrei, destinati ai campi
di sterminio.
Nel frattempo, IRENA SENDLER era già una eroina sconosciuta fuori dalla Polonia.
E appena riconosciuta nel suo paese solo da qualche storico. Gli anni bui del comunismo
e della guerra fredda, così la sua storia prodigiosa, fu cancellata dai libri ufficiali della storia, e per di più ella non raccontò mai niente della sua vita durante tutti gli anni di quel
periodo. ...( continua)

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Inviato da viali il 19/2/2008 18:14:06 (143 letture)

Il Birobidjan ( indicato in blu sulla cartina) è la Repubblica Autonoma ebraica di Russia. Fondata negli anni 20 da Stalin per farvi risiedere gli Ebrei di Ucraina, Bielorussia e Russia. Molte insegne sono in Yddish e la maggior parte delle persone che vi abitavano erano Ebrei. Lo stesso atto di fondazione di Birobidjan è in Yiddish e in Russo e le istituzioni ebraiche sono riconosciute dallo Stato. Questo fazzoletto di terra, fondato 16 anni prima di Israele, ha anche un rappresentante alla Duma.

GUARDA LA PRESENTAZIONE SUL BIROBIJAN


Inviato da viali il 19/2/2008 18:05:39 (110 letture)

All’Assessore Provinciale
alla Pace e Cooperazione
dott.ssa Isadora D’aimmo


- Lettera Aperta -



Gentile Assessore,

ricevo il Suo invito alla manifestazione “Case Demolite” riferita alla triste condizione delle popolazioni in Gaza, ma purtroppo il Suo cortese, ma tardivo invito, mi impedisce partecipare.
Mi dispiace non poter assistere alla proiezione del documentario che – immagino – non mostrerà anche le case degli israeliani colpite dai razzi che partono da Gaza.
Tengo a dirLe, tuttavia, che approvo il fatto che la mia Provincia sostenga una iniziativa che vede israeliani occuparsi di ricostruire le case dei palestinesi.
La situazione in Medio Oriente non è facile e molti la percepiscono da una prospettiva limitata.
C’è chi è preoccupato che l’Iran si doti della Bomba Atomica, ma l’epoca delle manifestazioni contro questa facoltà bellica è trascorsa ormai da tempo.

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Inviato da viali il 18/2/2008 17:24:58 (108 letture)

La prossima edizione della Fiera del Libro ha scelto Israele come ospite d’onore in occasione del 60° anniversario della sua nascita. La decisione ha scatenato la protesta e l'indignazione di parte del mondo arabo, il quale peraltro ha assistito impassibile al concorso di vignette umoristiche sulla Shoà, organizzato nella Repubblica Islamica dell'Iran. La proposta di boicottaggio della Fiera, lanciata dall’associazione degli scrittori giordani, è stata ripresa dai quotidiani dell’Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait trovando una ipocrita, insensata e, per certi versi, illuminante sponda anche in Italia.

Ipocrita perché se fosse spinta da una reale preoccupazione di diritti negati dovremmo assistere ad iniziative simili contro quei Paesi (e i loro intellettuali) che violano o negano i basilari diritti umani, o governati da feroci dittature, o responsabili di atrocità e violenze contro i popoli propri o altrui.

Insensata perché a Torino si parla di letteratura, e come succede in tutti i paesi, i grandi gli scrittori di Israele, a cui siamo debitori di tanta ottima letteratura tradotta anche in italiano, sono la coscienza critica del loro popolo…Io mi domando se chi bercia di boicottaggio abbia mai letto o ascoltato qualcosa di Yehoshua, di Grossman, la cui orazione al funerale del figlio Uri, morto in Libano, è uno dei più bei testi sull'assurdità della guerra, o di Oz, il cui libro “ Contro il fanatismo ” è un manifesto contro quello che sembra essere uno dei mali di questo nuovo secolo .

Illuminante perché tutto ciò fornisce lumi sull’orizzonte mentale di quella parte che si inalbera quando sente anche solo nominare Israele ( mentre cala il silenzio su altri paesi in cui si pratica l’escissione oculare e la fustigazione sui condannati prima di impiccarli o lapidarli), incapace di distinguere tra critica legittima e chiusura pregiudiziale, che se la prende con i libri come han peraltro sempre fatto i portatori di un pensiero unico e dogmatico di tutti i tempi.


Inviato da viali il 4/2/2008 17:02:00 (95 letture)

Ogni tanto salta fuori la Grande Idea per risolvere i Problemi del Mondo..il boicottaggio sempre e solo di Israele naturalmente, non dell'Iran dove lo stato pratica "l'escissione oculare" ( cava gli occhi) ai condannati e li frusta pima di impiccarli....non della Cina con al quali si fanno affari d'oro, anche comprando organi che lo Stato espianta ai numerosi condannati a morte prima di farli fuori ..per carità l'unico problema per certi movimenti, sconfessati dai leader di tutti i maggiori partiti, è che gli scrittori israeliani, fra cui i maggiori pacifisti del mondo , parlino alla fiera del libro di Torino.
Pena schifo e malinconia vien da dire..ma in fondo che importa, Israele è un grande paese dalla grande cultura che esporta e di cui anche noi godiamo.
Shalom



Lettera al Corriere di Fassino; il boicottaggio?Irresponsabile.
dal corriere on line del 4 febbraio


La lettera
Irresponsabile il boicottaggio di Israele

Caro Direttore, chiunque abbia una coscienza democratica e voglia rivendicarla non può avere dubbi. Deve respingere nel modo più netto ed esplicito il boicottaggio nei confronti del Salone del Libro di Torino, «reo» di aver dedicato l’edizione 2008— nel 60˚ anniversario della nascita dello Stato ebraico—a Israele e alla sua letteratura. Si deve dire no perché quel boicottaggio contesta lo strumento insostituibile e primario di qualsiasi convivenza civile: è attraverso i libri che il pensiero trasmette conoscenze, sapere, idee, cultura. I libri sono lo strumento con cui ogni civiltà e ogni popolo ha costruito la propria identità e ha conosciuto e riconosciuto le identità diverse da sé. Negare il libro significa negare ogni possibilità di dialogo, di socializzazione, di scambio, di relazione. È negare tutto ciò che è diverso da sé, proponendo così un mondo oppresso da integralismi, intolleranze, ....

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Inviato da viali il 3/2/2008 8:56:07 (118 letture)

Gentili soci e impatizzanti, nel corso di questo anno è previsto il rinnovo delle cariche dell'associasone, voglio quindi salutarvi perché non intendo riproporre la mia candidatura a segretario: sono stati questi due anni intensi e l’esperienza è stata per molti versi entusiasmante, ma sono stati anche anni faticosi. Penso che sia giusto fare un passo indietro a favore di chi ha magari idee per un rilancio e una nuova stagione di proposte.

Un caro saluto a tutti quanti voi
Livia Noris

Riassumo qui alcune delle più recenti iniziative...

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Inviato da Anonimi il 3/2/2008 8:47:34 (110 letture)

Tikkùn
CALCAGNO ART STUDIO e SCALAMATA GALLERY
vi invitano all’inaugurazione della mostra di

BONALDI GIOVANNI
Tikkùn


20 gennaio 2008, ore 17



A cura di: Francesca Brandes
Opening: domenica 20 gennaio 2008, ore 17.00
Periodo: dal 20 gennaio al 20 febbraio 2008 Orari: da lunedì a giovedì 14.30 – 18.30 venerdì e domenica 10.00 – 12.30
Tikkùn, ossia “Restaurazione”. È questo il titolo che il bergamasco Giovanni Bonaldi ha scelto per la sua duplice esposizione veneziana, nelle due sedi di Scalamata Gallery e Françoise Calcagno Art Studio. Tikkùn, secondo la tradizione cabbalistica che fa capo ad Isaac Luria, è la fase in cui all’essere umano spetta di ricostituire il mondo, che si è frantumato e disperso dopo la Shevirah ha-kelim, la cosiddetta “rottura dei vasi”: una catastrofe, avvenuta per disarmonia tra gli elementi – in particolar modo il maschile ed il femminile – che fa espandere in modo caotico la luce e l’energia della Creazione. In questa crisi, si generano potenze demoniache, nelle scintille più dure e più nere precipitate in basso, e mescolate ai cocci, o “gusci” dei vasi spezzati: in ebraico, Kelippòt. Nulla resta simile a prima, tutto è da qualche altra parte: è l’esilio di Dio, della sua unità. Bonaldi, non nuovo a studi e sperimentazioni d’ambito filosofico interconfessionale (ha esposto, fra l’altro alla Rocca Sforzesca di Soncino, nel 2003, per la IV Giornata Europea della Cultura Ebraica, così come al Museo Ebraico di Bologna e di Casale Monferrato), recupera nel proprio lavoro la concezione luriana e la struttura delle Sephiroth (le emanazioni del soffio creatore divino, organizzate secondo un preciso schema), per elaborare – in Tikkùn – un tentativo di ricostruzione che restituisca alle cose, ai volti, ai paesaggi dignità e coerenza, armonia. L’artista opera con disegni, oli, acrilici, modellini, installazioni e due video (realizzati in collaborazione con Monica Mazzoleni): in totale 72 lavori distribuiti su due spazi espositivi, dislocati (e non è certo una scelta casuale) nell’affascinante scenario del Ghetto veneziano. L’arte di Bonaldi, pur restando nell’ambito di una solida valenza concettuale – con rimandi al readymade duchampiano nelle installazioni – lascia spazio anche ad un disegno d’impronta antica, curato e nitido nei particolari, così come all’esplosione cromatica di oli ed acrilici di sicuro impatto visivo. Simbolo cardine della sua ricerca raffinata, si evidenzia via via la lettera lamed dell’alfabeto ebraico (corrisponde suppergiù alla “elle”), analizzata nei suoi aspetti estetici e contenutistici: da qui prende il via il personalissimo Tikkùn presentato a Venezia. Un progetto assieme rigoroso ed emotivamente pregnante sul significato dell’impegno umano e sul valore etico dell’azione. Giovanni Bonaldi è nato a Serina (Bergamo) il 17 aprile 1965, diplomato nel 1987 al corso di Pittura presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA), è stato invitato da Gianni Colombo direttore della NABA, ad affiancarlo in qualità di assistente nel corso complementare di Strutturazione dello spazio. Espone in strutture pubbliche e private. Vive e lavora a Serina, Bergamo. L’evento, curato da Francesca Brandes, è corredato da un ricco catalogo per i tipi di Silvana Editoriale, con testi della stessa Brandes, di Rav Elia Richetti, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Venezia, di David Pavoncello e di Elio Carmi.
Calcagno Art Studio
Campo Del Ghetto 2918 (30121)
+39 3391134786 (info)
info@calcagnoartstudio.com

http://www.calcagnoartstudio.com" target="_blank">www.calcagnoartstudio.com

Scalamata Gallery
Calle del Ghetto Vecchio 1235,
Venezia +39 0415208997

scalamata@gmail.com




www.scalamata.com

telefono evento: +39 0415246039


Inviato da viali il 26/9/2007 22:50:31 (96 letture)

1-09-2007
“Jenin, Jenin” sotto processo
da http://www.israele.net/articles.php?id=1837

La Corte Distrettuale di Petah Tikva ha iniziato martedì ad esaminare una causa da 2,5 milioni di shekel intentata più di quattro anni fa da un gruppo di cinque soldati israeliani che hanno combattuto a Jenin (Cisgiordania) durante l’Operazione Scudo Difensivo della primavera 2002. Ofer Ben-Natan, Doron Keidar, Nir Oshri, Adam Arbiv e Yonatan Van-Kaspel hanno infatti citato in giudizio il regista e attore arabo israeliano Muhammad Bakri per aver prodotto il film documentario “Jenin, Jenin”, e le cineteche di Tel Aviv e Gerusalemme per averlo messo in programmazione sebbene all’epoca il film fosse sotto sequestro.

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Inviato da viali il 24/9/2007 23:20:23 (76 letture)

Pur non essendo la nostra associazione impegnata nei temi religiosi o sociali di cui si parla in questo articolo, rendiamo un omaggio al vicedirettore del Corriere che è stato nostro gradito ospite

"..Amato ha ragione, ma solo a metà, nel fare un collegamen­to tra il velo islamico e «un’ ideologia imperialista». Perché men­tre è del tutto opinabile sostenere che «vietare il velo vuoi dire impor­re un’ideologia imperialista occiden­tale», è invece assolutamente vero che l’imposizione del velo è lo stru­mento principale di un’ideologia im­perialista islamica, nella certezza che sottomettendo la donna si avrà mano libera nella conquista del po­tere religioso, culturale, sociale e po­litico. […] L’invito che rivolgo ad Amato è di considerare la realtà del velo islamico all’interno del contesto origina­rio in cui si colloca e di valutarla con i parametri propri di una religione che è fisiologicamente plurale e sto­ricamente conflittuale. Diversamen­te si diventa auto-referenziali, collo­cando la questione del velo nel con­testo occidentale e valutandola con i parametri esclusivi dei diritti fon­damentali della persona che non hanno riscontro nella sharia islami­ca. Ciò che ad Amato sfugge è che per gli integralisti e gli estremisti isla­mici il velo non è un diritto indivi­duale ma un obbligo divino, alla donna non si da la facoltà di indos­sarlo o meno, bensì la si obbliga a farlo. E non si tratta ahimè più soltanto di un fatto che concerne gli «altri», dal momento che anche l’Europa è diventata terra di conquista islami­ca e vede diffondersi il velo. Con una strategia ufficializzata il 12 lu­glio 2004 dalla «Assemblea per la protezione del hijab», promossa da Youssef Qaradawi e Tariq Rama­dan, i referenti religiosi e ideologici dei Fratelli Musulmani in Europa. Con loro c’erano 300 delegati prove­nienti da 15 Paesi, tra cui l’Italia. Eb­bene la posizione di Qaradawi sul ve­lo è netta: «La donna deve indossa­re il velo perché glielo ordina Dio. Ma se la moglie rifiutasse di portare il velo, il marito la deve ripudiare». Questa è la realtà dell’ideologia imperialista islamica che trova pur­troppo terreno fertile in un Occi­dente affetto da un’altra ideologia, il relativismo che nel caso specifico si traduce nell’«islamicamente cor­retto», trasformando le leggi e le li­bertà della civiltà occidentale nel cavallo di Troia della conquista isla­mica.

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Inviato da viali il 23/9/2007 22:27:36 (53 letture)

Un evento di grande significato che l’Ateneo torinese ha l’onore di ospitare: martedì 25 settembre, alle ore 9,30, presso l’Aula Magna del Rettorato (Via Verdi 8/Via Po 17) il Rettore dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Prof. Haim D. Rabinowitch e il Vice Rettore dell’Università Palestinese di Gerusalemme, Prof. Said Zeedani si incontreranno per parlare di “Prospettive di cooperazione tra l’Università degli Studi di Torino e le due Università di Gerusalemme, per aiutare a costruire un Medio Oriente di pace”.

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Inviato da viali il 10/9/2007 17:38:48 (123 letture)

Preoccupante indagine del quotidiano «The Times»: ad avere il controllo è la setta sunnita dei Deobandi, i cui imam sono stati educati nel Regno Unito

Dall’Eco di Bergamo dell’8 settembre 2007

LONDRA Nel Regno Unito quasi la metà delle moschee sono sotto il controllo di estremisti musulmani che predicano la «guerra santa contro l'Occidente e gli «infedeli»: lo ha denunciato ieri, sulla scorsa di un'allarmante inchiesta sul tappeto, il Times.
A detta dell'autorevole quotidiano londinese la piaga dell'estremismo islamico è in gran parte dovuta al predominio della setta sunnita ultra-conservatrice dei Deobandi.
Secondo le stime ufficiali della polizia britannica, questo gruppo gestisce ben 600 delle 350 moschee del Regno Unito e contribuisce alla formazione dell'80 per cento di tutti religiosi musulmani attivi nel Paese, in parlar modo nelle regioni dell'Inghilterra centrale e del Nord, dove la setta gode di un largo seguito. Il Times cita a riguardo un rapporti polizia di cui sarebbe entrato in possesso.
Leader carismatico e futuro capo del moviento è il predicatore Ryhad ul Haq: sostenitore della corrente più radicale dell'Islam, il giovanane imam disprezza tutti i «kuffar», cioè non musulmani, e si dice convinto che 1'amicizia con un ebreo, un cattolico o un induista sia una assoluta «presa in giro della religione di Allah»....

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Inviato da viali il 8/9/2007 21:54:02 (65 letture)



"Chi ha ucciso Watan?". Lo gridano all'unisono la decina di ragazzini sul palco dello Shawah, il maggior teatro nel centro di Gaza. Lo gridano puntando coralmente l'indice contro almeno altrettanti attori più adulti che abbracciano le bandiere-simbolo dei movimenti di resistenza palestinese: Fatah, Hamas, Brigate Al-Quds, Ezzedin Al-Qassam, Jihad islamica e via di seguito, a condensare in un turbinio di drappi colorati anni e anni di lotte, speranze, sofferenze e sangue. Ma per una volta non c'è nulla di celebrativo. Nessun motto anti-israeliano, nessun appello alla lotta contro "il nemico sionista".

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